LA FILANDA

La Filanda di Trissino venne inaugurata il 30 ottobre 1923 con la frase “Così anche Trissino ha ora la sua filanda”, segno di una svolta per il territorio: fu infatti una delle prime forme di industrializzazione del paese, contribuendo in modo significativo allo sviluppo economico e sociale dell’area. Inizialmente di proprietà della ditta Mischio e Miozzi, fu rilevata tra il 1951 e il 1952 dalla famiglia Bocchese, che ne proseguì l’attività fino al 1978, anno in cui la produzione venne definitivamente trasferita a Vicenza, segnando la chiusura dello stabilimento trissinese.

Durante il suo periodo di piena attività, la Filanda impiegò centinaia di operaie specializzate nella lavorazione dei bozzoli di seta, diventando un luogo centrale per la comunità locale, non solo sul piano produttivo, ma anche sociale e relazionale. Nonostante la fatica e la durezza del lavoro, il tempo trascorso in questo spazio ha lasciato una memoria collettiva intensa, fatta di gesti, relazioni e solidarietà.

Dopo la chiusura, lo spazio ha attraversato diverse trasformazioni, accogliendo nel tempo attività produttive differenti. Questi passaggi hanno modificato l’architettura e la funzione del luogo, stratificandone l’identità e lasciando nuove tracce nella sua materia.

Dal 2011 una parte della Filanda ospita lo studio dell’artista Arcangelo Sassolino, scultore vicentino con un’attività internazionale. Questa presenza ha segnato un nuovo capitolo per il sito, aprendo un dialogo con il linguaggio dell’arte contemporanea e avviando un processo di progressiva trasformazione verso uno spazio di ricerca.

A partire dal 2023, sotto l’egida della Fondazione Pielle24 ETS e grazie all’iniziativa di un gruppo di imprenditori locali, è stato avviato un processo di rigenerazione e riconversione dell’ex Filanda, con l’obiettivo di trasformarla in un centro dedicato alla relazione tra arte, ricerca e impresa.

Oggi la Filanda si configura come un dispositivo culturale in continua evoluzione: un luogo in cui si sviluppano mostre, attività educative, cinema e teatro, mantenendo vivo il legame con la propria storia e aprendo nuove possibilità di produzione e condivisione culturale.